| Gucci scende in campo a difesa delle foreste pluviali |
| Venerdì 06 Novembre 2009 11:00 Scritto da Lisa Vagnozzi | |||
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Ciò significa che il Gruppo Gucci, che controlla alcuni marchi estremamente prestigiosi nel campo della moda e dei beni di lusso, quali ad esempio Balenciaga e Yves Saint-Laurent, ha deciso non soltanto di eliminare dalla propria catena di produzione la carta proveniente dalle foreste pluviali e dalle piantagioni dell'Indonesia, ma anche di non intrattenere più legami commerciali con società produttrici responsabili della deforestazione, come il controverso gruppo Asia Pulp and Paper, da anni al centro di polemiche legate allo sfruttamento indiscriminato di numerose aree di alto valore ambientale, non solo nell'arcipelago indonesiano, ma anche in Cina e in Cambogia.
La presa di posizione di Gucci ha sia un valore concreto, dati gli importanti impegni assunti, che simbolico, in quanto potrebbe contribuire a sensibilizzare opinione pubblica ed imprenditori sul tema della deforestazione, una pratica che stravolge gli ecosistemi, mette a repentaglio vite umane, minacciando la sopravvivenza di intere comunità indigene, e che è responsabile della decimazione di numerose specie animali. Inoltre, lo sfruttamento irrazionale e sconsiderato delle foreste ha un impatto diretto sull'intero pianeta, ponendosi tra le cause principali dei cambiamenti climatici. È infatti importante ricordare che le piante verdi aiutano a mantenere stabile la concentrazione di anidride carbonica nell'aria che respiriamo, grazie alla fotosintesi, e fungono così da veri e propri polmoni per il nostro pianeta. La loro scomparsa ha conseguenze disastrose: basti pensare che, proprio a causa della deforestazione, l'Indonesia si colloca al terzo posto nella graduatoria dei paesi emettitori di gas serra, subito dietro a Stati Uniti e Cina, con l'8 per cento delle emissioni globali.
Quella di Gucci è una presa di posizione autorevole, che dimostra un'attenzione crescente riguardo ai temi ambientali e al problema dei cambiamenti climatici e che inserisce il celebre marchio della moda nella sempre più folta schiera dei gruppi imprenditoriali che hanno scelto di puntare sul riciclo e sulla certificazione FSC, come Tiffany & Co., H&M e Unisource. Sperando che altre firme del mondo delle sfilate e dei beni di lusso possano ben presto aderire all'iniziativa, per dimostrare anche ai più scettici che la deforestazione è davvero passata di moda.
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