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Martedì 09 Giugno 2009 16:49
Scritto da Mario Notaro
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Aumenta il fatturato 2008 degli acquisti effettuati direttamente presso le aziende agricole, i cosiddetti acquisti a km. zero, che raggiunge i 2,7 miliardi di euro con un +8% rispetto al 2007. Questo è quanto emerso nell'indagine svolta da DNV (Det Norske Veritas) sui consumi alimentari italiani e commentata da Coldiretti.
La tendenza dello spostamento verso il km zero è chiara anche se ancora embrionale. Se è vero che ad un pasto occorrono 1.900 Km. per arrivare sulla nostra tavola, consumando più energia di quanta ce ne fornisce, è evidente che qualcosa di più può e deve essere fatto. A titolo esemplificativo, è stato calcolato che un chilo di prugne dal Cile, vola per 12.000 Km. con un consumo di 7,1 Kg di petrolio e libera 22 Kg. di CO2. Dall'analisi DNV emerge che i 2,7 miliardi di consumi alimentari a km. zero vanno per il 43% al vino in cantina, 23% all'ortofrutta, 12% ai formaggi, 7% alle carni e salumi, 6% all'olio, 5% alle piante. Un altro dato molto importante è che il mercato in questione potrebbe essere più ampio se il consumatore fosse ben informato ed indirizzato. E Coldiretti si è impegnata nel combattere la moltiplicazione dei prezzi dal campo alle tavole, a garantire la sicurezza e smascherare il finto Made in Italy.
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