Un risparmio complessivo del 15% sulla bolletta energetica e un taglio di 1000 tonnellate di CO2 l’anno grazie a una produzione tutta green di energia termica. Con questi numeri si presenta la centrale termoelettrica a biomassa vegetale gestita da Cofely, Gruppo GDF SUEZ, per il Comune di Sedrina (BG) operativa da tre anni e collegata a una rete di teleriscaldamento che copre il territorio comunale comprese le località di Cassettone, Pratomano e Cacosio per circa 9 km e che raggiunge un totale di 200 utenze allacciate.
Il progetto, nato nel 1998 per volontà dell’amministrazione comunale e del valore complessivo di circa 17 milioni di euro, è stato avviato nel 2005 con la costruzione della centrale da parte della società di proprietà del Comune di Sedrina. L’impianto, entrato in funzione dal 2009, è ora gestito dalla STS, società di gestione costituita appositamente per la conduzione dell’impianto - di cui Cofely fa parte - che ne ha in carico la gestione e la relativa rete di teleriscaldamento per 29 anni.
Nel 2010 la centrale di Sedrina ha prodotto 19 GWh di energia elettrica di cui circa tre/quarti destinati al fabbisogno della centrale stessa e all’utenza locale, mentre il resto immessa in rete, mentre ha prodotto 7 GWh di energia termica di cui metà per l’utenza locale, metà immessi in rete.
L’impianto, da 3MW/h elettrici, è costituito da una sezione principale alimentata a biomassa vergine (cortecce, segature, trucioli, chips da coltivazioni dedicate e/o da materiale vegetale prodotto da trattamento meccanico di prodotti agricoli) e da una sezione di riserva a gasolio per garantire continuità dell’impianto in caso di necessità.
La sezione principale è costituita da una camera di combustione a griglia mobile alimentata a biomassa i cui fumi entrano prima in un caldaia radiante (il cui valore energetico è costituito da olio diatermico che viene scaldato a 305 gradi), poi passano in una sezione convettiva e scaldano il vapore inviato alla turbina e, infine, entrano in un economizzatore di preriscaldo dell’acqua raggiungendo, da ultimo, il camino.
Dalla turbina il vapore alimenta poi gli scambiatori per la produzione di acqua calda per gli utenti del teleriscaldamento.
L’impianto, che funziona 24/24 h per un totale di 8000 h/anno, ha un fabbisogno giornaliero di 110-115 tonnellate di materiale da combustione (che arriva dal territorio, si tratta di una cosiddetta “filiera corta”) per un consumo di 38.000 tonnellate/anno e richiede 800 ore l’anno di manutenzione; la centrale occupa direttamente 7 addetti, ma per la tipologia di alimentazione ha un’importante ricaduta occupazionale sull’indotto del territorio.
Ufficio Stampa Cofely
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