Creato Lunedì, 31 Gennaio 2011 19:11 Scritto da Ufficio Stampa Agroenergia
Il seminario organizzato da EnergEtica e Confagricoltura Udine, all’interno del salone Agriest lo scorso sabato 29 gennaio, con il titolo “Biogas: opportunità di sviluppo e gestione ambientale”, ha fatto un punto sulle prospettive di diffusione della tecnologia della digestione anaerobica per il biogas, ad integrazione delle attività agricole e con l’utilizzo di sottoprodotti.
Tra i motivi della relativamente bassa diffusione di questi impianti (solo quattro, contro i trenta e più del Trentino e del Veneto), vi è certamente una minore vocazione zootecnica dell’agricoltura, rispetto ad altre regioni, ma anche lo stato di regione autonoma del Friuli Venezia Giulia, che con vincoli urbanistici più stringenti ha probabilmente rappresentato un freno alla diffusione del biogas agricolo.
Non ultime sono però state le priorità finanziarie regionali, e particolarmente le scelte del settore agricoltura, fra le quali non vi è stato il sostegno a queste iniziative, considerate non di pertinenza agricola, ma industriale, a differenza di quanto avviene in altre regioni.
Tuttavia, con il recepimento delle Linee Guida nazionali del 10 settembre 2010 da parte della legislazione regionale e con lo strumento finanziario regionale dei fondi a rotazione FRIE, rivolti al finanziamento di capitale privato e a favorire le aggregazioni di imprese, le condizioni dovrebbero divenire più favorevoli per i potenziali investitori agricoli interessati al biogas.
Il biogas è infatti un importante ingrediente della produttività agricola, ad integrazione del reddito primario e complementare con la produzione alimentare. In Germania è stato calcolato che nel 1900 un agricoltore produceva con il suo lavoro alimenti solo per quattro persone. Già nel 1950 un agricoltore riusciva a “sfamarne“ 10 e, nel 1960, 17. Negli anni a seguire la produttività nell‘agricoltura è aumentata costantemente. Nel 1980 un agricoltore era in grado di produrre alimenti per 47 persone. Fino all‘anno 2000 questo numero è salito a 127. Oggi si calcola che un agricoltore è in grado di produrre alimenti per 133 persone.
Le relazioni tecniche hanno passato in rassegna tutti gli aspetti della digestione anaerobica, comparando i rendimenti delle diverse biomasse agricole in ingresso, in particolare dei sottoprodotti utilizzabili. Senza comunque dimenticare il valore del mais, coltura molto presente in regione, non soltanto nel rendimento del processo, ma anche per le sue straordinarie prestazioni ambientali. In un giorno d'estate, infatti, un ettaro di mais fissa in media 450-500 kg di CO2 e libera 220-250 m3 di ossigeno (equivalenti al consumo annuale di un adulto); un ettaro di mais produce 2 volte più ossigeno di un ettaro di frumento e 4 volte più ossigeno di un ettaro di foresta.
Nel corso del seminario è stato da più parti sottolineato il potenziale del digestato proveniente da impianti agricoli di biogas, come sostituto dei fertilizzanti chimici, una delle principali fonti di emissioni in agricoltura, nel loro processo produttivo. In questo senso è stato auspicato che anche il Friuli Venezia Giulia recepisca la proposta della Regione Lombardia per il pieno riconoscimento del valore agronomico del digestato.
Le conclusioni finali, espresse dall’Agenzia per l’Energia Friuli Venezia Giulia, hanno delineato le condizioni necessarie perché le opportunità economiche e ambientali del biogas possano essere colte in modo ottimale: chiarezza nelle procedure autorizzative, con il recepimento a tutti i livelli delle linee guida nazionali; sviluppo di impianti di natura interamente agricola quindi in possesso di biomasse di provenienza propria; chiara definizione dei sottoprodotti agricoli utilizzabili; definizione dei criteri di uso agronomico del digestato e, nel quadro dei nuovi incentivi nazionali, determinazione delle modalità di incentivazione del biogas immesso in rete di distribuzione, dopo la purificazione a metano.
Tutte le relazioni presentate sono scaricabili dal sito www.agroenergia.eu .
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