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Finanza Etica: social lending, il minicredito 2.0

social_lendingNel corso degli ultimi mesi, la crisi finanziaria, il periodo nero delle borse mondiali e la stretta del credito hanno alimentato la diffidenza dei risparmiatori nei confronti delle banche e reso più difficile l'accesso ai prestiti, contribuendo così all'espansione di una nuova forma di investimento: il social lending o prestito sociale.

A dire il vero, l'idea che sta alla base di questa tipologia di credito è piuttosto tradizionale, in quanto richiama la propensione, tra amici e parenti, a venirsi incontro nei momenti di difficoltà e a prestarsi aiuto e sostegno anche in termini economici. Di fatto, il social lending consiste in un insieme di transazioni finanziarie, e cioè nel dare o prendere in prestito somme di denaro, che avvengono direttamente tra individui (da cui la definizione inglese di prestito peer-to-peer, tra soggetti privati che sono in posizione paritetica) senza l'intermediazione o la partecipazione di una banca e utilizzando internet come luogo di incontro (da cui anche la definizione di prestito 2.0). Negli ultimi due anni anche nel nostro paese, in cui i tassi di interesse praticati dalle banche sono più alti rispetto alla media europea e che quindi presenta condizioni piuttosto favorevoli per lo sviluppo di questa particolare forma di minicredito, sono nate o approdate società di social lending quali Zopa (che sta per Zone of Possible Agreement, in italiano "Zona di Possibile Accordo"), Kasbia e Boober.

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Il funzionamento del prestito sociale è piuttosto semplice. La transazione si svolge tra finanziatori e richiedenti, i quali non devono fare altro che registrarsi sui siti di social lending, dichiarando quanto sono disposti a prestare e a quali condizioni o di quanto necessitano, a quale tasso di interesse e in quanto tempo si impegnano a restituire la somma. Ciascun finanziatore può investire fino ad un massimo di 50 mila euro, mentre si possono richiedere prestiti per cifre che vanno dai 1500 ai 15 mila euro per Zopa e Kasbia, e dai 2000 ai 10 mila euro per Boober.

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I siti di social lending funzionano come mercati virtuali, all'interno dei quali avviene una vera e propria asta tra privati, alla ricerca delle condizioni più vantaggiose. Per il finanziatore si tratta di investire una somma di denaro in un'operazione che, grazie all'incontro diretto di domanda e offerta, può consentire interessi più allettanti rispetto a un conto corrente o a un deposito bancario. Per chi ha bisogno di un prestito, invece, è possibile ottenere tassi migliori e più concorrenziali, grazie alla varietà e alla diversificazione dell'offerta. Il vantaggio risiede nella disintermediazione: rimuovendo cioè intermediari quali banche e istituti di credito tutti i benefici delle transazioni restano nelle mani di finanziatori e richiedenti. Ai siti di social lending vanno una piccola quota di iscrizione e una provvigione proporzionata alla somma di denaro prestata o richiesta.

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