Creato Mercoledì, 14 Dicembre 2011 12:01 Scritto da A.R.

Contrails, chemtrails, controllo climatico. Tre parole per sintetizzare una domanda, alla quale, forse, nessuno darà mai una risposta. Tre parole intrecciate in un dibattito che prosegue da decenni, coinvolgendo la comunità internazionale. Riportato nelle aule del Congresso americano, trascritto in lettere destinate al Quirinale, convocato da chi, per amor di patria, è convinto che vi sia qualcuno capace di costruire la realtà, senza citar menzogne. E' nel silenzio delle autorità ufficiali, infatti, che spesso si cela la voglia di giustizia. Quando l'irlandese George Bernard Shaw scriveva che "tutte le grandi verità cominciano come bestemmie" non voleva offendere la Bibbia, ma ricordare che spesso l'umiltà ha la forza dell'indifferenza pubblica, in cui si perde qualsiasi dilemma. Perché parlare di scie chimiche - dicono - significa credere negli Ufo, essere un convinto dietrologista affamato di Voyager e Misteri. O, più semplicemente, essere pazzi.
L'A-B-C. Osservando il cielo e vedendo una scia bianca si pensa subito ad una normale scia che segna il passaggio di un aereo di linea. Le forme sono varie, tanto che è possibile suddividerle per tipologia: lunghe, corte, che si espandono, che non si espandono, a "trattini", a "fusillo", a "filamenti", poco persistenti, molto persistenti. Il rapido cambiamento delle condizioni atmosferiche fa si che una scia si dissolva in pochi minuti seguendo le leggi della Fisica. Spesso, però, diverse scie permangono nel cielo, dilatandosi ed espandendosi a dismisura. La prima domanda è: com'è possibile che una scia di condensazione possa mantenersi tanto a lungo (perfino giorni) nell'atmosfera senza tornare allo stato liquido e disperdersi nell'aria? A porsela è chi è convinto che non si tratti di semplici scie di condensazione, in inglese "contrails" (abbreviazione di "condensation trail"), ma di scie chimiche, "chemtrails" (da "chemical trails"), irrorate da velivoli speciali con un obiettivo ben preciso, legato presumibilmente a scopi militari e capitalistici.
Temperatura, umidità, quota. Step by Step, è la Nasa, prima di tutti e indirettamente, a valorizzare i dubbi sul fenomeno e sul fatto che non si tratti di normali scie di condensazione. In un vecchio documento pubblicato dall'agenzia spaziale americana si legge infatti che "le scie di condensazione si dissipano mediamente in una cinquantina di secondi, o al massimo qualche minuto". Formate dal vapore acqueo e gas di scarico immessi nell’atmosfera fredda dai motori caldi degli aerei, si registrano infatti solo in specifiche condizioni atmosferiche: temperatura inferiore a -40 °C, umidità relativa non inferiore al 70%, quota di almeno 8000 metri. "Una scia di condensazione - continua la Nasa - consiste fondamentalmente di vapore acqueo (immesso nell’atmosfera dagli scarichi caldi di un motore) in quantità sufficiente a saturare, una volta a contatto con l’aria fredda d’alta quota, e condensarsi momentaneamente in cristalli di ghiaccio o goccioline d’acqua. Di norma le scie di condensazione si formano soltanto dagli 8.000 metri in su, con temperature inferiori ai -40 °C ed umidità relative non inferiori al 70%". Ma allora di cosa si tratta? Qual è la natura di queste ragnatele bianche in cielo che nel corso degli anni sono aumentate a dismisura?

Chi parla di scie chimiche lo fa con preoccupazione, denunciando che possano contenere sostanze nocive all'uomo. Ricercatori, scienziati e singoli cittadini hanno effettuato delle analisi chimiche del terreno, polveri e acqua nelle zone sottostanti spazi aerei irrorati con le scie. Le analisi più accreditate a livello mondiale accertano la presenza e l’alta concentrazione di sostanze chimiche quali sali di bario, ossido di alluminio, calcio, potassio, magnesio, torio, quarzo. Le prime analisi, in ordine di tempo, sono state effettuate nel 1998 in Canada, quando gli abitanti di Espanola cominciarono ad accusare problemi di salute come letargia, forti dolori alle giunture, perdita di memoria a breve termine, disturbi alle vie respiratorie, sintomi da depressione o simili a quelli influenzali. Dalle analisi chimiche di campioni di acqua e neve risultò una quantità di particolato di alluminio 20 volte superiore al limite indicato per l’acqua potabile. In seguito ad analisi effettuate ad Edmonton, risultò che la conduttività del campione di terra analizzato era 7 volte superiore alla norma e questo a causa della percentuale altissima di bario e alluminio. Fra le sostanze rinvenute in diverse zone saturate dalle scie, si riscontrano oltre ad alluminio e bario anche titanio, bromuro e batteri che normalmente vivono negli alti strati dell'atmosfera e che inglobati da questi aerosol chimici sono trasportati a terra, con inimmaginabili conseguenze sulla salute dell'uomo.