Creato Giovedì, 27 Ottobre 2011 15:55 Scritto da Serena Bianchi

Lo sapevate che ogni pasto percorre in media 1900 chilometri prima di giungere sulle nostre tavole? E che consumare prodotti locali aiuta la salute, le tasche e l’ambiente? Molto probabilmente la risposta è si, altrimenti non si spiegherebbe l’enorme successo riscontrato già nel 2010 da Farmer’s Market, gruppi di acquisto solidale (GAS) e mercatini bio.
Ci troviamo di fronte a una vera e propria tendenza nei consumi che delinea fortemente un fenomeno sociale sempre più diffuso: mangiare green e mangiare sano piace e fa bene alla salute delle persone e del Pianeta.
Insalate di stagione, fragole dolci e succose, pomodori vermiglio e miele ambrato dai mille gusti e fragranze. Sono solo alcune delle primizie che irrompono sui banchetti dei contadini dei mercati di Campagna Amica e non solo. Poter scegliere direttamente quello che ci piace di più e chiedere a chi lo ha coltivato come è stato trattato e che caratteristiche ha, non ha prezzo. E se a tutto questo si aggiunge il bassissimo impatto ambientale, unito alla salvaguardia della biodiversità, i farmer’s market, possiamo dirlo forte, non hanno rivali.
Nati in America, agli inizi del 2000, i farmer’s market sono l’attuale remake dei vecchi mercatini rionali dove i produttori portavano le loro primizie in piazza, per venderle direttamente ai consumatori del luogo. Una buona pratica che arriva dal passato e che è stata riscoperta per varie ragioni che vanno dall’economia alla qualità, passando dalla biodiversità.
In questi contesti i produttori agricoli possono vendere direttamente i prodotti locali di stagione facendo riscoprire la vita dei campi e il mondo rurale, nel pieno rispetto dell’ambiente. Grazie al concetto di “filiera corta”, la merce viene trasportata una volta sola con un notevole risparmio di carburante e CO2 in atmosfera.
In Italia, i Farmer’s Market sono nati ufficialmente nel 2007, con sette anni di ritardo rispetto ai cugini americani, grazie alla Legge Finanziaria del 2007 che promuove lo sviluppo dei mercati degli imprenditori agricoli a vendita diretta.
La realtà maggiormente diffusa nel nostro Paese è quella di Campagna Amica, un progetto legato a Coldiretti a cui gli agricoltori posso scegliere liberamente di aderire e che risponde a un preciso regolamento disciplinare volontario, che prevede:
Quindi, quando vedete l’insegna “Mercato di Campagna Amica” sapete che i tre punti sopra indicati sono stati applicati. I mercati di Campagna Amica sono contraddistinti dalla sigla MCA.