Creato Mercoledì, 05 Gennaio 2011 16:15 Scritto da Lisa Vagnozzi

Il 2010 che si è appena concluso verrà ricordato anche come un anno di piogge e alluvioni, che hanno interessato anche alcune regioni italiane, come il Veneto. A ben vedere, però, rileggendo le cronache degli ultimi anni, troviamo troppo spesso degli episodi analoghi, in cui la forza della natura, complici in molti casi l’edilizia selvaggia e il disboscamento indiscriminato, ha determinato danni ingenti, facendo anche delle vittime. Cosa fare quindi per proteggere le nostre città e le nostre abitazioni da una piaga che si ripresenta con una regolarità e una sistematicità impressionanti?
In primo luogo, è importante costruire nel rispetto delle leggi, dell’ambiente circostante e del buon senso. Quindi, bisognerebbe escogitare soluzioni durevoli e sostenibili. Un’interessante indicazione in questo senso ci viene dal Regno Unito: in Inghilterra e Galles, infatti, una casa su sei è a rischio alluvioni, tanto che il governo stanzia ogni anno milioni di sterline per attività di protezione e messa in sicurezza. In particolare, l’area della città di Pickering, nella regione settentrionale del North Yorkshire, viene periodicamente colpita da inondazioni disastrose, l’ultima delle quali si è verificata nel 2007.
Per prevenire i danni causati dall’acqua, nella zona di Pickering è stato inaugurato un progetto pilota, che puntafronteggiare il problema delle alluvioni con tecniche e strategie ispirate direttamente a Madre Natura. Il punto di partenza del progetto è una constatazione disarmante nella sua semplicità: gli insediamenti urbani troppo spesso stravolgono i paesaggi, eliminando anche quegli elementi naturali che potrebbero aiutare ad impedire o, quanto meno, a contenere esondazioni e alluvioni.
Una soluzione pratica, sostenibile e relativamente poco costosa (per le operazioni di messa in sicurezza dell’area di Pickering sono state stanziate 700 mila sterline, pari a poco più di 800 mila euro) è proprio quella di imitare la Natura, piantando alberi, deviando in modo non traumatico il corso dei torrenti e ricavando argini e piccole dighe dai detriti di legno, in modo da rinforzare il suolo, combattere l’erosione del terreno e contenere il più possibile la forze straripante delle acque, smorzandola prima che possa raggiungere il centro abitato.

Il progetto pilota di Pickering è stato inaugurato nell’aprile del 2009, con la collaborazione di autorità locali e nazionali, dell’Università di Durham e dell’Autorità del Parco Nazionale del North York Moors. L’esperimento ha una durata di due anni e, se dovesse rivelarsi efficace, le stesse tecniche e strategie verranno estese ad altre aree critiche del Regno Unito.
A questo link trovate un servizio della BBC dello scorso ottobre che descrive il progetto e mostra le soluzioni adottate a Pickering.
Lisa Vagnozzi
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