Muffa. Basta la parola per cambiare l’umore di una persona. Siete finalmente riusciti a trovare i soldi per acquistare la vostra casetta, vi aggirate fra le sue mura tutti contenti e soddisfatti, quand’ecco che con orrore la vedete. Istintivamente vi domanderete cosa avete sbagliato, ma il problema è molto più comune di quanto si pensi: quotidianamente moltissimi di noi pongono l’angosciosa domanda: “Come posso combattere la muffa?”, nella speranza che qualche conoscente gli suggerisca un’invenzione degna di Archimede Pitagorico.
Sfortunatamente, molti sedicenti esperti di manutenzione casalinga offrono come suggerimento l’utilizzo della candeggina. Nulla di più sbagliato: le sue componenti possono portare la muffa a diffondersi ulteriormente, peggiorando il problema invece di risolverlo.
La muffa altro non è che un fungo che si manifesta sotto forma di macchie verdi o nere sulla superficie dei muri o dei soffitti, sui bordi delle finestre, sui mobili o sui tappeti, in bagno, in cucina e ovunque vi sia un elevato tasso di umidità. Le cause della sua diffusione possono essere rintracciabili anche in sistemi di riscaldamento non installati correttamente o poco efficaci. Ma questo non è il solo disagio. La muffa emana tossine nell'aria, dannose per gli esseri umani: i loro effetti si manifestano attraverso un indebolimento del sistema immunitario e con l'apparizione di difficoltà respiratorie. Certo, questo funghetto può avere anche proprietà positive – è essenziale per realizzare il brie e la penicillina, per esempio – ma è davvero fastidiosa, specialmente quando si espande incontrollata nelle nostre case.
Partiamo allora da alcune considerazioni di base, per essere preparati a combattere la nostra “crociata” contro la muffa.
In fondo, è un essere vivente e, in quanto tale, ha bisogno di nutrirsi; ebbene, i bagni le offrono un ricco menu. Nelle docce e ai bordi delle vasche, per esempio, non è inusuale vederla crescere fra le linee di cemento. La muffa si ciba, infatti, dei depositi di materiali organici che espelliamo quando ci laviamo, e che vengono assorbiti dal cemento nel momento in cui ci risciacquiamo e facciamo schizzare l’acqua.
Coprite sempre le mattonelle del vostro bagno, in modo tale che la muffa non abbia possibilità di iniziare a nutrirsi di eventuali residui. Questa semplice norma preventiva vi permetterà di evitare l’utilizzo di dannose sostanze chimiche per rimediare agli eventuali danni.
Proprio come noi, non può vivere di solo cibo: ha bisogno anche di acqua, o meglio di vapore acqueo. Quando facciamo una doccia o un bagno caldo, il vapore si concentra sul soffitto, sulle pareti e perfino sulle piastrelle.
Il miglior modo di evitare l’accumulo dell’umidità è installare una ventola in bagno. Probabilmente non sarà sufficiente dopo una lunga doccia: lasciate quindi la ventola accesa almeno 15 minuti dopo essere usciti dal bagno. Un timer sarebbe la soluzione ideale per essere sicuri di evitare inutili consumi energetici. Aziende come la Antec vendono modelli dotati di sensore che si azionano automaticamente quando entrate nella stanza e possono essere settati in modo tale da rimanere in funzione anche per un breve periodo dopo la vostra uscita (acquistabili a circa 15 euro su www.eplaza.it ).
Si sa, in tempo di crisi, è sempre bene risparmiare euro preziosi quand’è possibile: ecco quindi alcune indicazione rapide e semplici per preparare un detersivo contro la muffa comodamente in casa propria:
Preparazione
Versate in un flacone, aggiungete l’acqua ossigenata e agitate bene prima dell’uso.
Applicate sulla superficie da trattare, magari aiutandovi con un vecchio spazzolino da denti per raggiungere i punti più difficili.
Se ancora non bastasse, ricordate di:
- non asciugare i vestiti in casa
- non esagerare con le piante da appartamento e non annaffiarle troppo
- montare cappe di aspirazione per le cucine
- evitare armadi a muro troppo ingombranti
- tenere la doccia pulita: se ve ne occupate solo una volta all’anno, dovrete indossare occhialoni protettivi e sperare che qualcuno dall’alto vi protegga
- tinteggiare le pareti con pitture a calce, che evitano il proliferare delle spore.
Ora sapete cosa fare, quindi… al primo segnale di muffa, scatenate l’Inferno!
Serena Baronchelli
Saranno anche fesserie ma con la candeggina in effetti non ho mai risolto niente. Una cosa che ho notato aiuta molto è bruciare olio essenziale di Lavanda. Questa è un antibatterico naturale. Quando me lo consigliarono ero molto scettica ma l'ho provato (tanto, metodo più metodo meno!) e la muffa si è fermata! si proprio così, quella nera è diventata grigio marroncina e non se ne forma di nuova da un anno. E quell'odore tipico della muffa è sparito. Ora uso profumi per ambienti e armadi solo alla lavanda. Provare per credere. (certo ci vuole perseveranza)
E' un dispositivo che non richiede alcun intervento tecnico e funziona sulla base di un principio di fisica quantistica che è in grado di gestire le molecole dell'acqua nei muri senza emanazioni di campi elettromagnetici o altro che possano alterare l'equilibrio dell'ambiente.
Come si fa una buona malta per far traspirare il muro?
Tinteggiare con pittura a calce su malta premiscelata, non permette una buona traspirazione, in quanto è proprio la malta che sarebbe dovuta essere fatta come un tempo, anziché utilizzare le più economiche e sbrigative (in quanto necessitano di minor tempo perché il prodotto asciughi) a fare in modo che le nostre pareti non "respirino" a sufficienza. In poche parole è come se fossimo chiusi in una scatoletta, tanto per rendere l'idea.