Creato Lunedì, 01 Giugno 2009 10:00 Scritto da Pamela Pelatelli
Inizia da Porta Palazzo, il quartiere più multietnico e vivace di Torino, l'avventura di Numero Zero, la piccola cooperativa nata attorno al progetto di co-residenza della città sabauda, uno tra i primi in Italia.
Inizia così, posizionandosi nel cuore pulsante della città, tra vecchie generazioni di torinesi e nuove generazioni di immigrati, tra i profumi del mercato e quelli del cous cous, il progetto che ha visto riunirsi i primi 6 nuclei familiari che andranno ad abitare la palazzina situata in Via Cottolengo 4.
Un progetto atipico rispetto ai classici modelli di co-housing di cui ci ha parlato anche Vincenzo Petraglia nel suo articolo, solitamente caratterizzati dalla compresenza di 30-40 alloggi, concentrati in aree sub urbane, se non in campagna. Qui, al contrario si è pensato di iniziare dal centro urbano, mettendo insieme poche persone, tutte fortemente motivate e tutte pronte a portare avanti una sfida già iniziata qualche mese fa con l'acquisto del palazzo.
"Abbiamo dovuto scegliere in fretta. C'era un'altra offerta contemporanea alla nostra e avevamo pochissimo tempo per decidere. Il mercato certo non aspetta e quindi nel giro di pochi giorni abbiamo costituito la cooperativa e sebbene la formazione non fosse al completo - mancano ancora due nuclei familiari per riempire il palazzo - ci siamo detti che non potevamo farci sfuggire questa occasione: la posizione e la struttura ci sembravano perfetti. " Così ci raccontano l'inizio di questa avventura Chiara Mossetti e Elena Lanfranchini, due delle future inquiline di Via Cottolengo 4.
Entrambe fanno parte di Numero Zero, la cooperativa nata da CoAbitare, un'associazione costituita due anni fa con l'intento di promuovere e diffondere il modello di co-housing anche in Italia.
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"Nel corso di questi anni - ci dice Chiara - ci siamo adoperati molto per studiare le altre esperienze europee e i modi per declinarle all'interno della cultura italiana: abbiamo analizzato numerosi siti, valutato i passaggi burocratici e le questioni economiche. Non avevamo ancora trovato il posto giusto e soprattutto le persone con cui iniziare. Per Numero Zero tutto è andato avanti in fretta e nella convinzione che fosse la scelta migliore".
Prima di Numero Zero, Elena e Chiara non si conoscevano. Elena è ricercatrice all'Università di Torino e Chiara è Architetto. Si sono incontrate mosse dalla volontà comune di intraprendere un nuovo modo di abitare. "Se comprare una casa è già normalmente difficile, comprarla in sei lo è un po' di più. E' ovvio quindi che di fondo ci debba essere sensibilità a certe tematiche e voglia di mettersi in gioco... Noi abbiamo deciso di condividere tutto: dalla scelta del posto, alla formula giuridica migliore per acquistare. E ora siamo impegnati nella fase di progettazione e risistemazione degli spazi. Tutti insieme. E' un lavoro complicato, ma anche molto stimolante. E dato l'investimento di energia e tempo, chi fa parte del gruppo ora è fortemente motivato. E' per questo che funzioniamo bene".

Si chiama progettazione partecipata e il gruppo di Numero Zero la porta avanti incontrandosi ogni sabato pomeriggio. Ognuno ha dei compiti precisi: le chiamate alla banca, i rapporti con il comune, le relazioni con le Associazioni di quartiere, la ricerca di materiali, le richieste di preventivi... La presenza di ingegneri e architetti nel gruppo agevola la fase di progettazione, ma tutto viene deciso insieme. Dopo aver affrontato la questione economica - la sola ristrutturazione prevede un costo di 700.000 euro - ora si sta decidendo cosa fare degli spazi comuni. La palazzina infatti ha a disposizione una terrazza, un cortile e diverse aree da adibire ad uso comune.