Creato Mercoledì, 20 Maggio 2009 10:00 Scritto da Serena Bianchi
Risolvere gli attuali problemi ambientali significa anche mettere a norma i propri immobili riducendo al minimo le dispersioni termiche. Dal 1 luglio 2009, in linea con il Decreto Legislativo 311, le singole unità immobiliari dovranno rispondere ai criteri di efficienza energetica stabiliti dallo Stato Italiano. Il Decreto rende più restrittivi i valori del fabbisogno massimo di energia primaria per il riscaldamento invernale e, a partire dal 1 gennaio 2010, riduce il fabbisogno termico dei nuovi edifici del 20-25%.
Per rispondere a tali principi diventano necessari interventi mirati come la coibentazione del sottotetto, una fra le soluzioni più efficaci al problema dell'efficienza energetica.
La dispersione termica di un edificio, infatti, è dovuta in larga parte al tetto. Il calore si accumula nella zona più alta della casa e, se l'ultimo piano non è sufficientemente isolato, l'aria calda viene dispersa all'esterno.
Grazie a un tetto coibentato è possibile raggiungere il comfort ambientale domestico (20°C) riducendo la potenza energetica necessaria a produrlo e quindi si ottiene un ambiente confortevole usando meno energia che si traduce in "vivere meglio spendendo di meno!"
Ma quali sono i materiali da usare e come bisogna intervenire? Esistono diversi prodotti per la coibentazione ma non tutti sono ecologici.
Quelli usati in bioedilizia devono rispondere a criteri particolari, primo fra tutti la sostenibilità misurata sull'impatto ambientale del prodotto nel suo intero ciclo di vita. Un materiale è tanto più sostenibile quanto minore è l'energia usata e i rifiuti prodotti. Energia e rifiuti devono essere ridotti al minimo in ogni fase: durante l'estrazione delle materie prime che lo compongono, nella lavorazione, l'imballaggio, il trasporto, la distribuzione, l'applicazione, il consumo ed infine nello smaltimento a fine uso.
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Per l'isolamento termoacustico, oltre alla sostenibilità ambientale richiesta dalla bioedilizia, i materiali devo essere:
traspiranti,
igroscopici (capacità di assorbimento delle molecole d'acqua),
resistenti al fuoco, muffe, funghi, insetti e roditori senza usare prodotti sintetici,
inodore,
non radioattivi,
elettricamente neutri.
Nel rispetto di questi parametri, tre sono le categorie di coibenti da poter impiegare:
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vegetali come il sughero, il legno mineralizzato, la fibra di legno e la canna palustre;
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animali come la lana di pecora
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e minerali come il calcio silicato, la vermiculite, la perlite, l'argilla espansa, il vetro cellulare espanso e la lana di roccia.